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Visualizzazione dei post da ottobre, 2017

ERACLITO E L'ESPERIENZA DEL DIVENIRE

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La riflessione di Eraclito, vissuto nella città di Efeso tra il VI e il V secolo a. C., può essere ricondotta alla tradizione cosmologica della scuola di Mileto, anche se egli negava di aver avuto maestri e affermava con molto orgoglio di aver conquistato a sé la propria sapienza. Eraclito è presentato come un discendente da stirpe reale . Della sua unica opera che noi pensiamo essere intitolata Intorno alla natura , ci restano solo i frammenti: aforismi brevi che gli diedero l'appellativo di "oscuro". Questo pensatore ci ha lasciato i seguenti messaggi: il flusso universale il lògos e la legge dei contrari IL FLUSSO UNIVERSALE Secondo Eraclito nel mondo non c'è nulla che sia in uno stato di quiete: tutto è costantemente in movimento. C'è conflitto nella città , come c'è conflitto anche nella natura . Tutto muta incessantemente. Tale condizione riguarda anche l' uomo . Secondo Eraclito non è possibile, ad esempio, bagnarsi due volte nello ste

IL NUMERO COME PRINCIPIO PRIMO DELLE COSE

Aristotele testimonia come i pitagorici siano stati i primi ad interessarsi alle "matematiche", considerando i numeri come principi primi delle cose. da Aristotele, Metafisica A QUALE STUDIO SI DEDICARONO I PITAGORICI? Essi si dedicarono alle scienze matematiche e trovarono in esse il primo nutrimento. PERCHE PENSAVANO CHE I NUMERI FOSSERO L'ESSENZA DI TUTTE LE COSE? I numeri occupano il primo posto tra tali principi. I pitagorici individuarono nei numeri le proprietà e i rapporti delle armonie musicali. I numeri erano l'essenza primordiale di tuto l'universo fisico.

PITAGORA: UNA FIGURA LEGGENDARIA

La figura leggendaria è la figura di Pitagora riportata dal filosofo Giamblico. Il brano è tratto dall'opera Vita pitagorica, in cui il pensatore raccoglie e sintetizza leggende antiche trasmesse su Pitagora e i suoi seguaci. da Giamblico, Vita pitagorica QUALI ERANO LE ABITUDINI DI PITAGORA? La veste di Pitagora era bianca, come le sue lenzuola. Non usava pelli di animali e trasmisse questa abitudine anche ai suoi discepoli. Durante i pasti cantava, ogni giorno. Offriva agli dei miglio, incenso, focacce. Non sacrificava animali.

IL NUMERO COME PRINCIPIO COSTITUTIVO DELLA REALTÀ

I pitagorici consideravano il numero come il vero e proprio principio generatore ( archè ) di tutte le cose. Per i Greci il numero non era qualcosa di astratto, ma aveva caratteristiche fisiche e geometriche. Se il numero è la sostanza delle cose , per capire i rapporti di esse dobbiamo utilizzare i rapporti tra i numeri: essi si dividono in pari e dispari ; anche le cose hanno una natura duplice e opposta (maschio-femmina   destra-sinistra). Il dispari è un‘ entità limitata , simbolo della perfezione, del bene, della forma. Il pari è un’ entità illimitata , simbolo di imperfezione, disordine. Tra questi aspetti (pari e dispari o male e bene) c’è una lotta solo apparente, perché la natura profonda delle cose tende alla conciliazione. Nella dottrina pitagorica quasi tutti i fenomeni della vita hanno una relazione con i numeri. NUMERO 1 —> “parimpari”, di natura sia pari che impari; rappresenta l’intelligenza. NUMERO 2 —> esprime l’opinione incerta. NUMERO 4 —> raffi

LA DOTTRINA DEL NUMERO

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La vita dell’uomo saggio o “filosofo” (sembra essere stato Pitagora a coniare il termine “filosofia”) si caratterizza per l’ordine e la misura con cui sa tenere a freno gli istinti del corpo. I pitagorici arrivano ad affermare che la vera sostanza delle cose  non risiede nell’acqua, nell’aria o in qualsiasi altro elemento come sostenevano i precedenti filosofi, ma nel numero. È grazie al numero che noi possiamo cogliere la realtà del cosmo. È un’intuizione che anticipa la prospettiva della scienza moderna.

IL DESTINO DELL’ANIMA E LA RICERCA DELLA PURIFICAZIONE

Pitagora era mosso dal desiderio di tracciare una via di purificazione per l’anima (principio divino e immortale), È una dottrina ripresa dall’orfismo, un movimento religioso molto diffuso in Grecia, che si ispirava al poeta Orfeo, il quale era disceso nel mondo dei morti per riportare la moglie Euridice tra i vivi. Gli orfici ritenevano che, dopo la morte, l’anima fosse destinata a reincarnarsi fino all’espiazione delle proprie colpe. Era possibile interrompere le rinascite attraverso pratiche o riti di purificazione . La prassi di vita ascetica implica l’obbedienza a precetti molto severi (astenersi da rapporti sessuali o da particolari cibi, ecc.), ma soprattutto nell’ esercizio della filosofia. L’esercizio della filosofia è intesa come una via per la salvezza.                                                                                                 

PITAGORA: LA FONDAZIONE DELLA SCUOLA DI CROTONE

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Nella bella e ricca Crotone venne a stabilirsi Pitagora, dove vi fondó una nuova scuola filosofica, la Fratellanza Pitagorica , ovvero un’associazione politico-religiosa di carattere aristocratico, soprattutto per la sua atmosfera quasi sacrale. Pitagora era venerato dai suoi seguaci come una divinità e la sua figura era avvolta dal mistero. Molti caratteri della scuola pitagorica fanno pensare ad una setta religiosa. I discepoli si differenziano in: ACUSMATICI, ai quali era imposto il silenzio. MATEMATICI, ai quali potevano fare domande ed esprimere opinioni personali e ai quali venivano rivelate le dottrine più impegnative del maestro. Le dottrine fondamentali dei pitagorici erano: Dottrina dell’anima Dottrina del numero