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Visualizzazione dei post da gennaio, 2018

SOCRATE: LA CULTURA DEL DIALOGO

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Al posto di mettere in chiaro alcune cose in un periodo poco chiaro e insicuro, la sofistica non diede alcuna certezza. Nella commedia Le nuvole di Aristofane, Socrate viene rappresentato come un personaggio strano, interessato a fare ricerche inutili. Socrate non scrisse nulla , quindi non lasciò una precisa e diretta testimonianza di sé. Egli preferiva avere un contatto diretto con le persone, soprattutto con i giovani, ma non mediante la scrittura, mediante la voce e il dialogo. Tra le testimonianze indirette , possiamo trovare quella di Platone , considerato il più attendibile interprete del pensiero del maestro. Egli era suo discepolo. Dalle fonti citate, siamo riusciti a ricavare molte informazioni su Socrate: l'aspetto fisico , l'esposizione del pensiero , la sua vita dedicata all'educazione dei giovani e alla riflessione . Socrate non doveva essere un bell'uomo, ma aveva di certo un animo nobile e bello, coraggioso e forte. IL PROC

PLATONE: SIMPOSIO

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Il libro intitolato Simposio è uno dei dialoghi più famosi di Platone. Esso tratta solo ed esclusivamente il tema dell'amore (eros). Il titolo fa pensare inizialmente ad una scena di banchetto, in quanto simposio in greco significa "bere insieme". Ad Atene infatti, durante i banchetti, si usava ber vino e discutere prima di procedere a mangiare e bere acqua. Il Simposio è ambientato nella seconda parte di un banchetto. Il banchetto, in Grecia, poteva durare anche alcuni giorni, e nella seconda parte c'era la possibilità di ascoltare musica, ballare o vedere belli e discutere. A questi banchetti non erano ammesse le donne. Il Simposio avviene il secondo giorno dopo l'inizio della seconda parte del banchetto. I commensali erano ancora tutti provati dalla sbornia della sera precedente, quindi decisero di bere poco e parlare tanto. Il tema su cui si decise di discutere fu l' amore . La vicenda si apre con un ateniese di nome Apollodoro che raccontò ad un suo

GORGIA

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C'è la possibilità di avere anche due punti di visti su uno stesso avvenimento. Secondo Gorgia non esiste nulla si oggettivo: se anche le cose esistessero, per l'uomo non sarebbe possibile né conoscerle, né pensarle, né comprenderle. E anche se fossero conoscibili, non potrebbero essere comunicabili agli altri, perché il mezzo di comunicazione dell'uomo è la parola, ed essa non può mai identificarsi con la realtà. Gorgia afferma che: l'essere non esiste, perché la sua esistenza implicherebbe diverse contraddizioni se anche esistesse non potremo conoscerlo , perché il pensiero non rispecchia la realtà se anche fosse conosciuto non potrebbe essere comunicato attraverso le parole, le quali hanno una natura diversa rispetto alle cose. UNA VISIONE TRAGICA DELL'ESISTENZA Per Gorgia gli uomini non sono liberi e responsabili ; sono influenzati da forze incontrollabili. La forza delle parole potrebbe indurli in errore.

PROTAGORA

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Protagora è celebre anche per la sua affermazione: "L'uomo è misura di tutte le cose; delle cose che sono in quanto sono, delle cose che non sono in quanto non sono ." Si possono dare diversi significati a questa frase. Se " uomo " viene interpretato come l'individuo singolo , significherebbe che le cose appaiono diverse a seconda dei punti di vista soggettivi: un'azione che ad una persona potrebbe sembrare buona, ad un'altra potrebbe sembrare cattiva. Se " uomo " viene invece interpretato come genere umano, Protagora si riferirebbe al fatto che la valutazione della realtà cambia in base alla mentalità degli uomini, diversa da quella degli animali per esempio. Se " uomo ", come ultima opzione, viene interpretato come " civiltà, popolo ", significherebbe che le persone la pensano in base al luogo in cui vivono; il modo di pensare cambia in base alle abitudini e alla civiltà cui gli uomini appartengono.

I SOFISTI

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I sofisti sono stati i primi insegnanti a pagamento della storia. Con i sofisti l'esercizio del sapere diventa un vero e proprio mestiere che essi esercitano spostandosi da un luogo all'altro cercando discepoli, circostanza che permette loro di acquisire una mentalità aperta. Il termine " sofista " all'antichità significava " sapientissimo ", mentre nel linguaggio odierno non è una parola positiva: un cibo "sofisticato" è un cibo dannoso alla salute. Queste connotazioni negative erano state attribuite al movimento sofistico da Platone in particolar modo, ma anche da Aristotele. A noi sono arrivati pochi frammenti delle opere dei sofisti poiché i due filosofi sopra citati, hanno fatto in modo che le loro opere non venissero né trascritte né conservate. I sofisti si muovono ad Atene nel V secolo; un ambiente critico e antitradizionalista, aperto alla discussione. Il fine principale dei sofisti è quello del sapere , inteso come unic

IPPOCRATE E LA MEDICINA SCIENTIFICA

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E' proprio nella pratica medica che "la mano e l'intelletto" trovano un'integrazione. L'importanza della scuola medica di Ippocrate risiede nel metodo seguito per la cura delle malattie. Esso consiste nell'assumere l'analisi empirica , ovvero i sintomi manifestati dal paziente, per poi procedere alla definizione della terapia adeguata. In questa procedura risulta importante il riconoscimento dei segni della malattia . Ogni malattia viene catalogata. Il merito principale della scuola ippocratica era quello di non perdere mai di vista il fenomeno della malattia e della salute. Sia quando ci sono i "segni" della malattia, sia durante la cura. Il medico doveva tener conto sia dell'ambiente naturale (clima, posizione della città, abitazione), sia di quello etico-politico (la serenità sociale influisce sulla salute fisica). Un altro elemento importante era l'anamnesi, o ricostruzione della storia passata del paziente . Questo c

DEMOCRITO

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                                                                                                           Come Anassagora, anche Democrito elabora un sistema concettuale che possiamo definire scientifico. Egli vuole risolvere il conflitto tra le dottrine del mutamento e quelle della permanenza elaborando una visione materialistica dell'universo , in cui mutamento e permanenza sono tenuti insieme. Per Democrito gli elementi originari e fondamentali sono gli ATOMI, particelle minime e indivisibili di materia di cui tutte le cose sono costituite. Gli atomi sono identici tra loro dal punto di vista qualitativo (sono composti dalla stessa materia), ma sono diversi dal punto di vista quantitativo (forma, dimensione). Aggregandosi e dividendosi essi formano la nascita e la morte di tutte le cose. Possiamo fare l'esempio delle lettere dell'alfabeto: Roma ramo amor mora Pur restando sempre le stesse, mutando posizione compongono parole differenti. Gl

ANASSAGORA

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Anassagora può essere considerato il primo vero scienziato. Visse ad Atene dove diffuse la riflessione filosofica. Egli riteneva che il sole fosse una semplice massa infuocata, non una divinità, perciò venne accusato e morì in esilio. Lui trattava i fenomeni come effetti di cause naturali, non come frutto di forze misteriose. Questa fu una nuova mentalità , basata sull'osservazione diretta oltre che sul ragionamento. Se trattiamo l'argomento ''cosmologia'', Anassagora dimostra di avere una percezione delle dimensioni e della configurazione dell'universo migliore rispetto ai suoi predecessori. Egli diceva che il sole è piccolo perché è molto distante da noi, ma in realtà è grandissimo. Riteneva anche che esso non appartenesse alla Terra, né che tramontasse dietro ai monti, bensì che ruotasse intorno alla Terra. Sosteneva anche che la luna, pur essendo più piccola del sole, ci appare un po' più grande rispetto al sole perché è più v